La Figlia della Carità si pone davanti a Dio nella semplicità e nell'autenticità come il povero che espone la sua fragilità e che attende, con affidamento, una risposta dal Signore, certa che sarà data al momento opportuno.

Si pone davanti a Dio nell'umiltà e nella verità del nostro peccato e della sua misericordia.

Si pone davanti a Dio nella carità per riconoscerlo, amarlo

e ringraziarlo offrendo ciò che è.

La regola delle Figlie della Carità, è il Cristo.

La vita spirituale delle Figlie della Carità viene vissuta con la Chiesa e nella Chiesa attraverso:

la celebrazione eucaristica; centro della loro vita e della loro missione, incontro essenziale e quotidiano con il Cristo e i fratelli;

la celebrazione della liturgia delle ore, chiama la comunità locale a riunirsi per la preghiera del popolo di Dio;

l'ascolto della Parola di Dio e meditazione. Nella lode e nell'ascolto della sua Parola, nella supplica, non agiscono solamente a nome proprio, ma portano le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutta l'umanità. Offrono se stesse con il Signore nel memoriale della sua Pasqua;

il sacramento della riconciliazione; amore che invade e rende di nuovo "figli", dona nuovo slancio ed un aumento di grazia;

l'accompagnamento e la direzione spirituale mezzi efficaci per progredire nella sequela di Cristo;

l'ascesi personale e comunitaria è esigenza d'amore.



Il servizio delle Figlie della Carità diviene contemplazione nel continuo riconoscere il volto di Cristo nei poveri.



"Amiamo Dio, fratelli, amiamo Dio, ma a spese delle nostre braccia,

con il sudore della nostra fronte.

Perché molto spesso tanti atti di amore di Dio, di compiacenza, di benevolenza

e altri simili affetti e pratiche intime di un cuore tenero, sebbene buonissime e desiderabilissime, sono non di meno sospette, quando non giungono alla pratica dell'amore effettivo."

( S.Vincenzo)