La Figlia della Carità ama ogni uomo e lo accoglie per quello che è, si fa serva soprattutto dei più poveri cercando di condividere la loro stessa vita e le loro fatiche, nulla di ciò che appartiene al fratello le è estraneo, ma si fa carico delle loro situazioni di miseria e della loro tristezza, piangendo con chi piange e ridendo con chi ride.

Cerca di manifestare a chi soffre la dolcezza dell'amore di un Dio che si è fatto carne in ogni uomo e sopratutto nell'uomo povero, bisognoso. Ella sa che nel fratello di cui si fa compagna e amica ritrova la persona di Gesù e che in essi Gesù la ama. La Figlia della Carità serve sia corporalmente che spiritualmente e lotta affinché i diritti dei più deboli siano difesi e promossi ad ogni livello.

Il suo amore per i fratelli poveri mira a far sì che essi divengano autori della loro stessa promozione umana e spirituale. La Figlia della Carità esiste solo per essere serva dei poveri e questo amore si concretizza non in modo solitario ma insieme alle altre sorelle donate anch'esse a Dio per amarLo nei fratelli.

San Vincenzo diceva alle Figlie della Carità:

"Avete una vocazione che vi obbliga ad assistere indistintamente ogni categoria di persone: uomini, donne, bambini e, in generale, tutti i poveri che hanno bisogno di voi".

E ancora: "Essi, i poveri, sono i vostri padroni....".

Santa Luisa amava esprimersi così:

"Il povero è il primo nella Chiesa. E' il principe e il padrone, essendo in qualche modo l'incarnazione di Cristo povero. Dobbiamo servirli con rispetto, senza tener conto né del loro carattere, né dei loro difetti. Dobbiamo amarli!"