Casa S. CATERINA LABOURE'
Via S. Caterina, 8/a
tel. 051.330347
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

CENTRO S. PETRONIO
Via S. Caterina, 8/a
tel. 051.6448015 - 051.331186
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

LA CASA SANTA CATERINA LABOURE' - BOLOGNA

La casa S. Caterina è stata aperta nell'ottobre del 1998, quando le Figlie della Carità si sono ritirate dall' Ist. "Casa di Misericordia" di via Riva Reno.

Questa casa è aperta all'accoglienza alle donne in situazione di difficoltà: ricerca di lavoro, necessità di alloggio, ragazze uscite dalla strada che vogliono rifarsi una vita dignitosa, donne maltrattate, ed altre emergenze come tempi di attesa per cura e ricoveri in ospedale. La casa può offrire 12 posti, ma, ultimamente si è creato anche un posto per un'emergenza nei locali lasciati liberi dal Centro di Ascolto.
Attualmente è ospitata una ragazza incinta (ottavo mese) che era sulla strada in attesa di essere poi inserita in una struttura più adeguata.
Le ospiti permangono nella casa a secondo delle necessità, fino a che non hanno trovato una sistemazione, casa e lavoro. Le donne che vengono in cerca di lavoro sono quasi tutte provenienti dai paese dell'Est Europeo: Romania, Bulgaria Ucraina, Moldavia, Bielorussia, Russia ed anche dall'Africa (poche) (Etiopia- Eritrea)
Nei loro paesi non trovano lavoro ed è retribuito pochissimo, per cui lasciano le loro famiglie e vengono a servire come colf o badanti (spesso sono anche laureate) per mandare a casa i soldi per far studiare i figli o per assicurare le cure a qualche familiare ammalato.
Qui imparano l'Italiano, come si gestisce una casa, apprendono anche qualche elemento di cucina, poi vengono inserite nel mondo del lavoro. Si cerca di individuare le persone adatte alle varie richieste ricevute.

Ormai siamo conosciute sul territorio e le famiglie che hanno bisogno per un servizio di assistenza si rivolgono a noi avendo ricevuto buone informazioni da altre.
Alcune ragazze provengono dalla prostituzione, ci vengono portate dalla Polizia o mandate dalle assistenti sociali della Caritas o da altri servizi. Spesso sono ragazze giovani, ingannate con la promessa di un lavoro onesto e proficuo e poi, private dei documenti, costrette a prostituirsi. Quasi tutte provengono dalla Nigeria.
Hanno sempre alle spalle storie dolorose di violenze subite, sfruttatori senza scrupoli che le ricattavano in mille maniere, spesso minacciando anche le famiglie.
Sono ragazze in gamba che approfittando di un'occasione propizia riescono a scappare e ad esporre denuncia. Si impegnano in un cammino di riabilitazione e di formazione, poi quando hanno il permesso di soggiorno si possono inserire con dignità nella società.

Sono accolte anche ragazze incinte, poi quando partoriscono sono ospitate in altre strutture. Quando è possibile rimangono qui. Purtroppo la casa è piccola e per i bimbi c'è poco spazio, con sacrificio se ne possono ospitare al massimo due. I bimbi cresciuti qui tornano spesso quando le mamme lavorano oppure a trovarci: questa è la loro casa, noi siamo la loro famiglia. Anche per chi è stato accolto per un tempo più breve in attesa di un lavoro, la casa rimane sempre un punto di riferimento per un consiglio, per una visita, per celebrare insieme una festa, per affrontare nuove difficoltà. 

La nostra attenzione è volta alla persona nella sua globalità, quindi oltre a dare un alloggio e il vitto ci facciamo carico della loro situazione accompagnadole in un cammino di "guarigione" interiore, ripresa di fiducia in sé stesse, coraggio di lottare per una vita "pulita" e serena.
Il progetto della casa è quello di vivere in "famiglia" nell'accoglienza reciproca, nel rispetto dell'altro così com'è, senza giudicare né discriminare, nell'aiuto vicendevole.
Cosa non facile se si pensa alla multiculturalità del nostro nucleo...
Cerchiamo di educare alla riconoscenza e al "dono", cosa molto difficile per certe culture. Infatti il servizio che si presta in cucina non serve solo dal punto di vista pragmatico per imparare a fare secondo i nostri usi, ma a "fare qualcosa" anche per chi è più povero, non ha casa fissa ed è costretto a vivere sulla strada andando nei vari posti per mangiare. Questo aspetto le stupisce molto perché apre loro nuovi orizzonti: "Nessuno è tanto povero da non avere niente da dare". E per questo sono felici..

Tutte le sere al servizio della mensa, organizzata dal Centro S. Petronio, una o due Sorelle sono presenti per la distribuzione del pane e della frutta, ed essere una presenza attenta e continuata per gli ospiti, collaborando con gli altri volontari.
E' nostra cura tenere bene la Cappella, dove è presente il Re, padrone di casa.
Lì noi ci ritroviamo alle 6,30 per la preghiera e l'adorazione per attingere da Lui la luce e l'Amore da donare poi nei nostri incontri quotidiani.
I Vespri li preghiamo alle 17,30 in modo che possono parteciparvi sia i volontari che gli ospiti. Inoltre celebriamo le feste della nostra Comunità in modo solenne nel salone con tanta partecipazione: è un momento per trasmettere il patrimonio evangelico del nostro carisma e per far festa con tutti.
Al Signore, a S. Petronio protettore del centro, a S. Caterina, protettrice della nostra casa, ogni giorno affidiamo i nostri ospiti con le loro tante sofferenze, i collaboratori, i benefattori perché questo centro sia davvero un segno visibile di fraternità.

Dall'apertura al 30 giugno 2009 le ospiti accolte nella nostra casa sono state: 1487.